📦 Spedi.me - Vita da spedizionieri

Il blog sul mondo delle spedizioni merci, trasporti internazionali e logistica. - A cura di ivan iotti

I problemi delle catene di approvvigionamento internazionali ultimamente si ripresentano con una cadenza regolare. Nell'arco di un anno abbiamo avuto Covid-19 (con i conseguenti lockdown e restrizioni agli spostamenti delle persone), noli aerei e via mare in forte crescita, Brexit e ora il blocco (speriamo temporaneo) del Canale di Suez.

Diventa sempre più attuale domandarsi se occorra o meno ridisegnare le supply chain sulle quali si regge il nostro settore manifatturiero.

A livello europeo se ne sono accorti già in Germania dove la carenza di microchip provenienti da oriente ha rallentato la produzione di auto di Volkswagen.

Sempre per lo stesso motivo anche la produzione in Europa di batterie sta diventando sempre più strategica, proprio nel momento in cui l'elettrico sta iniziando a diventare una vera e propria soluzione alternativa al classico motore a scoppio.

Sembra che la teoria della delocalizzazione dall'altra parte del mondo inizi a mostrare i propri limiti, tenuto anche conto della crescente influenza cinese in tutta l'Asia e alle ultime tensioni sui diritti umani in Cina.

Tags: #spedizioni #trasporti #merci #mare #shipping

La federazione nazionale degli spedizionieri (Fedespedi) invita le aziende italiane a riconsiderare l'utilizzo della resa EXW per le vendite all'estero.

Perdere il controllo sul trasporto implica dei costi e dei rischi nascosti che spesso non sono chiari agli imprenditori.

Quello della resa franco fabbrica è un problema rilevante, considerato che in paesi come Francia, Spagna e Germania solo il 30% delle merci vendute all'estero ha resa EXW.

In Italia siamo invece al 73% a livello nazionale con punte del 91% per le aziende del Veneto.

Qui trovate l'articolo completo apparso su AircargoItaly.

Tags: #trasporti

Ne ho parlato diverse volte su questo blog ed alla fine siamo giunti all'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Da oggi ufficialmente la Gran Bretagna è fuori dall'UE. L'accordo è arrivato in extremis, ma il futuro rimane incerto tra obblighi doganali ed accordi da rispettare. Quello che è sicuro è che si chiude un periodo travagliato in cui il divorzio tra il continente europeo e l'isola di sua Maestà ha occupato per mesi i tavoli diplomatici delle due controparti. Ora non resta che vedere come evolveranno i rapporti tra i due ex partner, con un occhio alla crisi legata al Covid-19 che non mancherà di segnare i mesi a venire.

Tags: #trasporti #economia

Siccome qualcuno potrebbe domandarsi: ma cosa ci guadagni scrivendo questi articoli? Risposta breve: non ci guadagno proprio nulla. Questo blog è un progetto personale che offre il mio punto di vista su diversi argomenti principalmente legati ai trasporti. Non amo i siti pieni di pubblicità fastidiose, pesanti e traccianti. Per questo motivo non trovate nulla di tutto questo nel mio blog e nemmeno per il prossimo futuro ne prevedo l'introduzione.

Questo sito nasce infatti per il piacere di scrivere ed informare su ciò che accade nel mondo dei trasporti e delle sfide economiche, tecnologiche che ci troveremo ad affrontare nei prossimi anni.

E' una sorta di diario di viaggio dove raccogliere pensieri e riflessioni che spero possano essere di spunto per i miei lettori.

Tags: #blog

La nostra società è abituata a considerare il successo come un obiettivo a cui continuare a tendere durante tutto l'arco delle nostre vite.

Ci sarebbe molto da discutere su cosa si intende per successo e lo farò in un prossimo post, ma oggi mi concentrerò invece sul percorso che porta le persone a realizzare i propri sogni raggiungendo così un obiettivo che si sono prefissati in precedenza.

Ecco questo percorso è per forza di cose pieno di fallimenti. Siamo esseri umani e solo grazie ai fallimenti riusciamo ad imparare e superare gli ostacoli.

Dobbiamo essere consapevoli di questo se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo in ambito lavorativo o personale.

Ricordiamocelo la prossima volta che pretenderemo da noi un risultato immediato, senza sforzi e senza errori.

Tags: #riflessioni

Dopo il recente annuncio di bando da parte di Trump per TikTok e WeChat è lecito soffermarsi a pensare alle implicazioni che ciò può comportare nel medio / lungo periodo non solo in ambito tecnologico, ma anche in quello economico.

L'Internet occidentale e quello orientale sembrano sempre di più separati risultando a tutti gli effetti divisi da una grande muraglia digitale invisibile.

I grandi colossi digitali americani (Microsoft, Facebook, Apple, Google etc..) non sono mai riusciti veramente ad entrare nel mercato cinese sia per aspetti politici che culturali, ma nemmeno quelli cinesi in occidente per i pressoché medesimi motivi.

Quello che si sta delineando è un mondo digitale diviso in due blocchi monolitici, quello delle Big Tech americane e cinesi (con piccole eccezioni).

Personalmente penso che una tale separazione non sia di certo positiva dal punto di vista economico.

Le ragioni credo siano abbastanza chiare a tutti, Cina e Stati Uniti cercano di allargare e consolidare la loro sfera di influenza geopolitica ed economica grazie alla tecnologia.

Così facendo però si sta realizzando una sorta di internet occidentale diviso da quello orientale, con conseguenze economiche non positive per paesi come il nostro che quelle infrastrutture tecnologiche deve utilizzare per sviluppare business all'estero.

Questa è una cosa certamente non positiva per noi spedizionieri che basiamo il nostro lavoro sul commercio estero.

Un mondo digitale più aperto avrebbe delle ricadute sicuramente più positive per il commercio mondiale.

Mi preme anche segnalare che in tutto questo l'Europa è solo spettatrice, non avendo un ruolo di primaria importanza in questa scacchiera virtuale. E questa non è di certo una buona notizia per tutti noi.

Tags: #scenari #tecnologia #business #economia

In questo blog ho trattato più volte il tema della guerra commerciale con la Cina. Dalla guerra dei dazi a quella contro i colossi tecnologici cinesi con in prima linea Huawei.

Questa logorante sfida che continua da moltissimi mesi ha recentemente ripreso vigore visto il recente annuncio di Trump di mettere al bando non solo TikTok ma anche WeChat.

Mentre TikTok è un social utilizzato dai giovani, molto più preoccupante dal punto di vista economico sarà quello di WeChat di proprietà del colosso cinese Tencent.

WeChat è un applicazione simile a Whatsapp ma che è rappresenta anche un portafoglio virtuale attraverso cui in Cina è possibile effettuare pagamenti.

Viene utilizzato comunemente da chi ha relazioni economiche con la Cina (e non solo) in quanto è l'app di messaggistica tra le più utilizzate in Asia.

Chi come noi spedizionieri ha rapporti stabili e duraturi con la Cina lo sa bene, WeChat è un mezzo di comunicazione immediato e privilegiato per sviluppare business e relazionarsi con le proprie controparti cinesi.

Di sicuro questo bando non avrà effetti positivi nelle relazioni economiche con la Cina e non sono da escludere contromosse a sorpresa.

Il bando di Trump non solo rischia di far sparire WeChat dagli store di Apple e Google, ma anche di colpire direttamente la società Tencent e tutte le aziende sussidiarie da lei controllate o partecipate.

Giusto dare una idea dei possibili risvolti economici di cui stiamo parlando faccio un breve elenco delle società di cui Tencent è azionista:

Riot Games (League of Legends – 100% di azioni); Epic Games (Fortnite – 40%); Supercell (Clash of Clans – 80%); Snapchat (12%); Universal Music Group (10%); Spotify (9%); Blizzard, Ubisoft e PlatinumGames (meno del 10%), oltre a Tencent Pictures che partecipa a diverse produzioni di Hollywood.

Insomma, più del bando di TikTok probabilmente ci sarebbe da preoccuparsi di quello di WeChat e Tencent.

Tags: #business #economia

Il consiglio dei ministri ha dato il via libera ieri al DL Agosto, contenente diversi provvedimenti a sostegno del settore dei trasporti.

Tra i vari stanziamenti previsti sono da citare:

  • 400 milioni di euro per il trasporto pubblico locale;
  • 200 milioni di euro per la messa in sicurezza di ponti e viadotti;
  • 32 milioni per la cassa integrazione dei lavoratori di Air Italy;
  • 20 milioni per la riduzione dei canoni di concessione portuali;
  • 26 milioni destinati ai lavoratori marittimi.

Si tratta sicuramente stanziamenti utili al settore dei trasporti, ma che personalmente ritengo non ancora sufficienti per poter rilanciare un comparto che è stato pesantemente colpito dalla crisi legata al Coronavirus.

Ecco l'elenco completo delle misure adottate.

Tags: #trasporti

Il settore aereo cargo è stato di vitale importanza nel periodo peggiore del lockdown causato dal Coronavirus.

Senza collegamenti aerei non si sarebbero potute trasportare mascherine, guanti, camici, visiere, etc... Materiali utili e di fondamentale importanza per garantire la sicurezza di medici e pazienti.

Per una volta il “Re si è scoperto nudo”, ovvero la politica si è resa conto di quanto sia importante la logistica e di quanto il settore aereo cargo sia fondamentale.

Con le compagnie aeree ferme è stato necessario convertire Alitalia in una compagnia cargo e fare volare aerei militari per agevolare i rifornimenti.

Un ruolo importante è stato anche quello delle Dogane, senza le quali l'impresa sarebbe stata molto più complicata.

Ecco, in questo caso spero che la politica possa non dimenticare quanto accaduto e che il futuro di Alitalia preveda anche quello cargo. Inoltre occorrerà valutare un piano di investimenti anche sul settore logistico nel suo complesso. Non possiamo permetterci di non giocare questa importante partita per lo sviluppo e la competitività del paese.

Tags: #scenari

No, quest'anno la consueta peak season di spedizioni prima delle ferie estive sembra giocare a nascondino.

La mia personale sensazione è che molte aziende stiano già pensando a settembre e che l'ottimismo non sia il sentimento attualmente predominante.

La crisi sembra avere colpito duramente.

Non ci resta che attendere e capire alla riapertura se ci saranno dei segnali incoraggianti da parte delle aziende.

Tags: #crisi