La grande muraglia digitale che rischia di diventare economica

Dopo il recente annuncio di bando da parte di Trump per TikTok e WeChat è lecito soffermarsi a pensare alle implicazioni che ciò può comportare nel medio / lungo periodo non solo in ambito tecnologico, ma anche in quello economico.

L'Internet occidentale e quello orientale sembrano sempre di più separati risultando a tutti gli effetti divisi da una grande muraglia digitale invisibile.

I grandi colossi digitali americani (Microsoft, Facebook, Apple, Google etc..) non sono mai riusciti veramente ad entrare nel mercato cinese sia per aspetti politici che culturali, ma nemmeno quelli cinesi in occidente per i pressoché medesimi motivi.

Quello che si sta delineando è un mondo digitale diviso in due blocchi monolitici, quello delle Big Tech americane e cinesi (con piccole eccezioni).

Personalmente penso che una tale separazione non sia di certo positiva dal punto di vista economico.

Le ragioni credo siano abbastanza chiare a tutti, Cina e Stati Uniti cercano di allargare e consolidare la loro sfera di influenza geopolitica ed economica grazie alla tecnologia.

Così facendo però si sta realizzando una sorta di internet occidentale diviso da quello orientale, con conseguenze economiche non positive per paesi come il nostro che quelle infrastrutture tecnologiche deve utilizzare per sviluppare business all'estero.

Questa è una cosa certamente non positiva per noi spedizionieri che basiamo il nostro lavoro sul commercio estero.

Un mondo digitale più aperto avrebbe delle ricadute sicuramente più positive per il commercio mondiale.

Mi preme anche segnalare che in tutto questo l'Europa è solo spettatrice, non avendo un ruolo di primaria importanza in questa scacchiera virtuale. E questa non è di certo una buona notizia per tutti noi.

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