Non solo TikTok, anche WeChat nel mirino di Trump

In questo blog ho trattato più volte il tema della guerra commerciale con la Cina. Dalla guerra dei dazi a quella contro i colossi tecnologici cinesi con in prima linea Huawei.

Questa logorante sfida che continua da moltissimi mesi ha recentemente ripreso vigore visto il recente annuncio di Trump di mettere al bando non solo TikTok ma anche WeChat.

Mentre TikTok è un social utilizzato dai giovani, molto più preoccupante dal punto di vista economico sarà quello di WeChat di proprietà del colosso cinese Tencent.

WeChat è un applicazione simile a Whatsapp ma che è rappresenta anche un portafoglio virtuale attraverso cui in Cina è possibile effettuare pagamenti.

Viene utilizzato comunemente da chi ha relazioni economiche con la Cina (e non solo) in quanto è l'app di messaggistica tra le più utilizzate in Asia.

Chi come noi spedizionieri ha rapporti stabili e duraturi con la Cina lo sa bene, WeChat è un mezzo di comunicazione immediato e privilegiato per sviluppare business e relazionarsi con le proprie controparti cinesi.

Di sicuro questo bando non avrà effetti positivi nelle relazioni economiche con la Cina e non sono da escludere contromosse a sorpresa.

Il bando di Trump non solo rischia di far sparire WeChat dagli store di Apple e Google, ma anche di colpire direttamente la società Tencent e tutte le aziende sussidiarie da lei controllate o partecipate.

Giusto dare una idea dei possibili risvolti economici di cui stiamo parlando faccio un breve elenco delle società di cui Tencent è azionista:

Riot Games (League of Legends – 100% di azioni); Epic Games (Fortnite – 40%); Supercell (Clash of Clans – 80%); Snapchat (12%); Universal Music Group (10%); Spotify (9%); Blizzard, Ubisoft e PlatinumGames (meno del 10%), oltre a Tencent Pictures che partecipa a diverse produzioni di Hollywood.

Insomma, più del bando di TikTok probabilmente ci sarebbe da preoccuparsi di quello di WeChat e Tencent.

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