Programma di governo: infrastrutture ed export tra le priorità dell'esecutivo

Tra i 29 punti dell'accordo siglato dalla nuova maggioranza parlamentare PD – M5S compaiono sia riferimenti all'export che agli investimenti in infrastrutture.

Accordo di governo

Il parlamento italiano ha sancito la nascita del nuovo governo, ecco i punti chiave del programma sottoscritto dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle relativamente agli investimenti infrastrutturali ed alle esportazioni.

Si tratta di un approfondimento importante perchè dal punto di vista politico il primo governo Conte è caduto proprio anche sulla questione della TAV (ne avevamo parlato qui) e poi perchè lo sviluppo economico del paese risente fortemente di una inadeguatezza e carenza di infrastrutture cruciali per le PMI.

Al punto 12) si parla della strategia degli investimenti che dovrà essere portata avanti dal nuovo esecutivo.

12) Una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere.

Invece al punto 28) si ribadisce l'importanza dell'export nella nostra economia sottolineando la necessità di sostenere gli imprenditori che operano all'estero.

28) Occorre rafforzare il nostro export, individuando gli strumenti più idonei per promuovere e accompagnare il made in Italy, potenziando le attività di consulenza e di supporto finanziario e assicurativo in favore degli esportatori, anche attraverso l’individuazione di un adeguato modello di condivisione dei rischi tra Sace e MEF. Più in generale, si rende necessario accompagnare e sostenere gli imprenditori italiani che operano all’estero, elaborando alcune proposte che mirino a introdurre anche da noi le best practices in materia, ricavate dall’analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici.

Si tratta di punti sicuramente condivisibili ma ancora molto generici, sarà fondamentale vedere come nelle prossime settimane verranno declinati ed eventualmente inseriti già nella nuova manovra finanziaria per il 2020.

ivan iotti

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