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I problemi delle catene di approvvigionamento internazionali ultimamente si ripresentano con una cadenza regolare. Nell'arco di un anno abbiamo avuto Covid-19 (con i conseguenti lockdown e restrizioni agli spostamenti delle persone), noli aerei e via mare in forte crescita, Brexit e ora il blocco (speriamo temporaneo) del Canale di Suez.

Diventa sempre più attuale domandarsi se occorra o meno ridisegnare le supply chain sulle quali si regge il nostro settore manifatturiero.

A livello europeo se ne sono accorti già in Germania dove la carenza di microchip provenienti da oriente ha rallentato la produzione di auto di Volkswagen.

Sempre per lo stesso motivo anche la produzione in Europa di batterie sta diventando sempre più strategica, proprio nel momento in cui l'elettrico sta iniziando a diventare una vera e propria soluzione alternativa al classico motore a scoppio.

Sembra che la teoria della delocalizzazione dall'altra parte del mondo inizi a mostrare i propri limiti, tenuto anche conto della crescente influenza cinese in tutta l'Asia e alle ultime tensioni sui diritti umani in Cina.

Tags: #spedizioni #trasporti #merci #mare #shipping

La federazione nazionale degli spedizionieri (Fedespedi) invita le aziende italiane a riconsiderare l'utilizzo della resa EXW per le vendite all'estero.

Perdere il controllo sul trasporto implica dei costi e dei rischi nascosti che spesso non sono chiari agli imprenditori.

Quello della resa franco fabbrica è un problema rilevante, considerato che in paesi come Francia, Spagna e Germania solo il 30% delle merci vendute all'estero ha resa EXW.

In Italia siamo invece al 73% a livello nazionale con punte del 91% per le aziende del Veneto.

Qui trovate l'articolo completo apparso su AircargoItaly.

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Ne ho parlato diverse volte su questo blog ed alla fine siamo giunti all'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Da oggi ufficialmente la Gran Bretagna è fuori dall'UE. L'accordo è arrivato in extremis, ma il futuro rimane incerto tra obblighi doganali ed accordi da rispettare. Quello che è sicuro è che si chiude un periodo travagliato in cui il divorzio tra il continente europeo e l'isola di sua Maestà ha occupato per mesi i tavoli diplomatici delle due controparti. Ora non resta che vedere come evolveranno i rapporti tra i due ex partner, con un occhio alla crisi legata al Covid-19 che non mancherà di segnare i mesi a venire.

Tags: #trasporti #economia

Il consiglio dei ministri ha dato il via libera ieri al DL Agosto, contenente diversi provvedimenti a sostegno del settore dei trasporti.

Tra i vari stanziamenti previsti sono da citare:

  • 400 milioni di euro per il trasporto pubblico locale;
  • 200 milioni di euro per la messa in sicurezza di ponti e viadotti;
  • 32 milioni per la cassa integrazione dei lavoratori di Air Italy;
  • 20 milioni per la riduzione dei canoni di concessione portuali;
  • 26 milioni destinati ai lavoratori marittimi.

Si tratta sicuramente stanziamenti utili al settore dei trasporti, ma che personalmente ritengo non ancora sufficienti per poter rilanciare un comparto che è stato pesantemente colpito dalla crisi legata al Coronavirus.

Ecco l'elenco completo delle misure adottate.

Tags: #trasporti

Distanziamento sociale. E' questo il mantra che dovremo tenere presente per i mesi a venire. Ciò comporterà una rivoluzione anche per quanto riguarda il trasporto aereo passeggeri. Aldilà delle regole che i singoli paesi adotteranno in merito, possiamo già ipotizzare oggi che dovendo distanziare le persone avremo queste conseguenze:

  • Tempi di imbarco più lunghi
  • Meno posti disponibili sugli aerei a causa del distanziamento di sicurezza per evitare contagi
  • Aumento dei biglietti aerei perchè i voli potranno conseguentemente imbarcare molte meno persone

Secondo Alexandre de Juniac, direttore generale della Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata):

Nel breve e medio raggio un volo è redditizio se si riempiono almeno il 70-72% dei posti. Se si vendono i biglietti allo stesso prezzo di prima con il 66% massimo di load factor si vola in perdita. Le compagnie dovrebbero aumentare i biglietti del 50% per fare un profitto minimo.

Ciò comporterà sempre secondo Alexandre de Juniac la fine dei voli low cost. Anche Michael O’Leary amministratore delegato di Ryanair è della stessa opinione, chi volerà dovrà pagare anche per i posti vuoti.

Poi per evitare assembramenti sia all'imbarco che all'arrivo servirà maggiore tempo per diluire il flusso dei passeggeri allungando quindi la tempistica necessaria al volo aereo per ripartire una volta atterrato.

Tenendo presente che meno gli aerei volano e più costano anche questo avrà una incidenza significativa sui costi.

Tags: #aereo #trasporti #passeggeri #coronavirus #scenari

Uno studio di McKinsey Global Institute rivela che un quarto dei lavoratori europei rischia di perdere il posto di lavoro a causa della crisi economica che scaturirà dall'epidemia di Covid-19. Sono numeri impressionanti, si tratta di circa 59 milioni di persone in tutto il continente. Dallo studio emerge che i soggetti più a rischio sono i giovani sotto i 24 anni e con un basso livello di istruzione. Le mansioni più a rischio sono quelle legate al servizio clienti ed alle vendite. Quali saranno i settori più colpiti? Secondo lo studio sono turismo e ristorazione unitamente a quelli legati all'arte ed all'intrattenimento. Guardando più nel dettaglio scopriamo che ci sono ben 2,3 milioni di posti di lavoro a rischio legati ai trasporti. Cosa fare quindi? Sarà necessario per i governi intraprendere azioni straordinarie per mitigare questi rischi. Alcune contromisure sono già state prese, ma la politica dovrà porre maggiore attenzione ai settori più colpiti dalla crisi prendendo decisioni mirate e rapide così da salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro.

Fonte: McKinsey Global Institute

Tags: #economia #crisi #trasporti #lavoro #coronavirus #scenari

Secondo Iata (l'Associazione internazionale del trasporto aereo) l'impatto del Coronavirus sulle compagnie aeree sarà devastante. Perdite di ricavi per 89 miliardi di dollari e traffico passeggeri in calo del 55%. Gli ultimi dati dell'associazione evidenziano un collasso del traffico aereo attuale pari al 90% con 6,7 milioni di lavoratori a rischio nel comparto a livello globale. Per l'Italia, le stime parlano di 83 milioni di passeggeri in meno, perdite di ricavi pari a 11,5 miliardi di dollari, 21,1 miliardi di dollari di contributo all'economia italiana in meno e 310.400 posti di lavoro a rischio.

Tags: #trasporti #aereo #iata #economia #coronavirus #scenari

Iniziano ad arrivare i primi dati da parte delle compagnie aeree colpite dallo stop dei voli a causa del Coronavirus. Durante il mese di marzo Lufthansa (che controlla anche Swiss, Eurowings, Brussels Airlines ed Austrian Airlines), ha avuto una perdita di fatturato di 1,4 miliardi. Nel primo trimestre i ricavi sono stati di 6,4 miliardi, mentre nello stesso periodo dell'anno precedente erano stati pari a 7,8 miliardi.

Secondo un comunicato di Lufthansa:

Ci vorranno anni per rivedere il traffico aereo tornare ai livelli pre-crisi.

Nel frattempo il CEO della compagnia Carsten Spohr stima che la compagnia aerea per uscire dalla crisi dovrà ridurre il proprio personale di 10.000 unità e ridurre la propria flotta di 100 velivoli.

Una vera e propria cura dimagrante che dovrebbe consentire al gruppo di tornare in pareggio di bilancio entro il 2023.

Sempre secondo Carsten Spohr

Siamo stati il primo settore ad essere colpito da questa crisi globale e saremo anche tra gli ultimi a uscirne.

Purtroppo le cifre negative comunicate dal vettore tedesco non saranno sicuramente le uniche, l'intero comparto aereo ha visto infatti cancellarsi in poche settimane il 90% dei voli a livello mondiale.

Presto altri vettori aerei dovranno probabilmente intraprendere azioni simili per far fronte alla nuova e mutata situazione di mercato.

Tags: #aereo #economia #lufthansa #trasporti #dati

Inutile girarsi intorno, l'attuale epidemia Covid-19 rivoluzionerà i comportamenti di spedizionieri e clienti per diversi mesi a venire. In un tale sconvolgimento epocale l'imperativo è uno solo: sapersi adattare il prima possibile. Ne parlavo in un vecchio articolo che in questo momento di difficoltà torna particolarmente attuale. Ora che il mercato dello shipping si trova ad attraversare scenari inediti è necessario saper applicare il concetto di resilienza. Solo le aziende in grado di affrontare in questo modo la crisi saranno in grado di uscirne rafforzate.

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Grazie alla collaborazione delle autorità doganali, di colleghi e dei nostri fornitori ho sdoganato ieri mezzo milione di mascherine destinate agli ospedali in Friuli.

Lavorare in questo momento difficile può comunque dare grandi soddisfazioni a noi spedizionieri. Dobbiamo essere consapevoli di offrire un servizio essenziale per gli approvvigionamenti.

Facciamo la nostra parte! 💪

Tags: #mascherine #friuli #emergenza #covid19 #trasporti #spedizionieri #ospedali