Un anno dal crollo del ponte Morandi: infrastrutture italiane ancora inadeguate

Sono passati 12 mesi dal 14 agosto del 2018 quando il crollo del Viadotto Polcevera ha causato la morte di 43 persone e 566 sfollati.

Ponte Morandi

Ad un anno di distanza dal crollo del ponte Morandi fervono i lavori per la ricostruzione. Ad uscirne colpita Genova, una città che è stata ferita nello spirito e nella sua viabilità. Si tratta di una città importante in quanto snodo logistico fondamentale del nord Italia data la presenza di uno dei porti principali del nostro paese. Il mio ricordo non può che andare alle vittime di questa tragedia ed ai loro familiari.

Ancora molto rimane da fare, non solo per Genova ma per tutte quelle grandi e piccole opere infrastrutturali costruite negli anni del boom economico e che ormai presentano evidenti limiti ingegneristici a cui nemmeno importanti operazioni di ristrutturazione potrebbero portare rimedio. Si tratta di opere concepite cinquanta anni fa, con problemi di traffico e conoscenze tecniche ormai superate.

Occorre un piano coerente per il ripensamento e la ricostruzione delle opere non più funzionali al momento attuale.

Si tratterebbe di un piano importante dal punto di vista finanziario e con un orizzonte di ritorno economico per il sistema paese di lungo / medio periodo.

In un momento in cui per i nostri politici i problemi si risolvono con un Tweet od una diretta Facebook ho paura che tali investimenti strutturali fatichino ad essere intrapresi.

Continuo però a sperarci.

ivan iotti

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